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	<title>Vincenzo Mastropirro Website</title>
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	<description>Solo un altro blog targato WordPress</description>
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		<title>Festival Jazz e musica contemporanea Salonicco Gr</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 22:13:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Venerdi 10 Settembre 2010 ore 21.00 CONCERTO &#8220;Musica Lontana&#8221; Musiche di V. Mastropirro, poesie V. Curci Georgia Sylleou   Voce Sakis Papadimitriou Piano Vincenzo Mastropirro  Flauti Vittorino Curci Sax Agamemnon Mardas Contrabbasso Xristos Germenoglou Percussioni E’ un viaggio sospeso tra musica  poesia che accomuna la sensibilità artistica dei musicisti, nel trasformare in maniera originale testi poetici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Venerdi 10 Settembre 2010 ore 21.00</strong></p>
<p><strong>CONCERTO<br />
&#8220;Musica Lontana&#8221; </strong><br />
<strong>Musiche di V. Mastropirro,  poesie V. Curci </strong></p>
<p>Georgia Sylleou   Voce</p>
<p>Sakis Papadimitriou Piano</p>
<p>Vincenzo Mastropirro  Flauti</p>
<p>Vittorino Curci Sax</p>
<p>Agamemnon Mardas Contrabbasso</p>
<p>Xristos Germenoglou Percussioni</p>
<p>E’ un viaggio sospeso tra musica  poesia che accomuna la sensibilità artistica dei musicisti, nel trasformare in maniera originale testi poetici di alto valore lirico con suoni che coinvolgono e avvolgono l’ascoltatore.</p>
<p>Il programma è basato sul progetto “Musica Lontana” con musiche originali scritte da V. Mastropirro su poesie dialettali di V. Curci, con l’integrazione di antiche canzoni greche e dell’area mediterranea</p>
<p>Le canzoni sono interpretate dalla versatile voce di Giorgia Sylleou, sostenute dal geniale e fantasioso pianismo di Sakis Papadimitriou e dalle molteplici evoluzioni improvvisate di  Vincenzo Mastropirro ai flauti e Vittorino Curci al sax, sorrette dal contrabbasso di Agamemnon Mardas e  dalle percussioni di Xristos Germenoglou.</p>
<p>Questa collaborazione nasce dall’amore comune dei musicisti per la poesia.</p>
<p>Questo progetto ha ottenuto riconoscimenti lusinghieri al Festival Mediterraneo 2000 e 2004 di Bisceglie e Conversano (Italia) e al Festival Etno-Jazz 2000 di Ioannina (Grecia).</p>
<p>I musicisti vantano singolarmente una storia artistica di rilievo,avendo maturato nel tempo esperienze nella musica classica, jazz ,contemporanea, etnica, multimediale,sperimentale e della musica improvvisata, facendo parte di gruppi e formazioni eterogenee.</p>
<p>Hanno all’attivo numerose tournèe internazionali per importanti istituzioni musicali e molte incisioni discografiche con note etichette specializzate:</p>
<p>Leo Records, InSitu, Ank,Lyra Records, WarnerFonit, Bongiovanni,</p>
<p>Musicaimmagine, Rugginenti, Phoenix Classics, Enja, Terre Sommerse ed altre ancora.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Nota di lettura di G. Lucini a Tretippe e Martidde su Poiein.it</title>
		<link>http://www.vincenzomastropirro.it/nota-di-lettura-di-g-lucini-a-tretippe-e-martidde/</link>
		<comments>http://www.vincenzomastropirro.it/nota-di-lettura-di-g-lucini-a-tretippe-e-martidde/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 13:10:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Vincenzo Mastropirro Tretìppe e martìdde &#8211; Questo e quest&#8217;altro Giulio Perrone Lab Editore, Roma, 2009 Nota di lettura di G. Lucini L&#8217;aspetto sorprendente di questa raccolta in versi scritta nel dialetto di Ruvo di Puglia, patria di un ottimo vino rosso e del nostro autore, ottimo flautista e ottimo poeta, è l&#8217;improvviso cambio di registro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vincenzo Mastropirro</p>
<p>Tretìppe e  martìdde &#8211; Questo e quest&#8217;altro</p>
<p>Giulio Perrone Lab Editore, Roma,  2009</p>
<p>Nota di lettura di G. Lucini</p>
<p>L&#8217;aspetto sorprendente        di questa raccolta in versi scritta nel dialetto di Ruvo di  Puglia, patria        di un ottimo vino rosso e del nostro autore, ottimo flautista e  ottimo        poeta, è l&#8217;improvviso cambio di registro dalla raccolta precedente  (<strong><em><a href="http://www.poiein.it/autori/2008/2008_05/04_Mastropirro.htm" target="_blank">Nudosceno</a></em></strong>,         per i tipi di Lietocolle) scritta in lingua.  Lo nota nella sua  acuta        introduzione Luigi Matropoli e l&#8217;ho subito verificato sin dalle  prime        poesie.  Se       <em>Nudosceno</em> è la poesia di un uomo &#8220;gettato&#8221; nella modernità e  vi        reagisce come un leone in trappola, il ritorno al dialetto (che è  anche il        ritorno al passato) rappresenta l&#8217;arresto, la pausa di  riflessione, la        ricerca di senso attraverso la rielaborazione della propria e  primitiva        esperienza in seno a una comunità linguistica e culturale  decentrata,        appartata come a difesa dal mondo e dal suo non-senso.  Quel mondo         che, proprio negli anni dell&#8217;infanzia del nostro poeta, Pasolini  celebrava        nei suoi scritti con un groppo alla gola, non certo di nostalgia  per le        condizioni di vita, ma perché portatore di valori che la modernità         considera(va) obsoleti.  In un certo senso (vedi ad esempio nella        poesia <em>La murgia, </em>a pag. 23,       <a href="http://www.poiein.it/premi_letterari/Turoldo2008/mastropirro.htm" target="_blank"> presentata anche all&#8217;edizione 2008 del Turoldo</a>) anche  Mastropirro        prova questa acuta sofferenza, perché &#8220;Quando non riesci più a  trovare /        le orme che ti sei lasciato dietro // vuol dire / che ormai  davanti a te /        è pronto un burrone&#8221; (pag. 71).</p>
<p>Partendo da questo        orizzonte, il libro pian piano riacquista la dimensione del  presente        esattamente come capita in un rito di magia: il passato senza  tempo e        senza spazio del racconto mitico-magico, viene revocato per  portare        l&#8217;equilibrio nel male da guarire col rito magico.  In questo senso         interpretiamo i versi di pag. 81, dove l&#8217;autore scrive: <em>Ora,  sta per        tornare la luce / e il mio cervello è stanco</em>.</p>
<p>La raccolta ha quindi        diverse prospettive interpretative.  La prima, che chiameremo  &#8220;pasoliniana&#8221;,        è quella del nostalgico ricordare e salutare (ma anche far  rivivere) una        civiltà che ogni giorni di più vene sepolta.  La seconda è la        rievocazione, attraverso la lingua, di quel mondo, quasi in un  rito        mitico-magico di rinnovamento, una sorta di ritrovamento di se  stesso, una        conferma di sé nella ricerca della memoria.  La terza è la  sferzante        rivendicazione di un ruolo ancora moderno al dialetto, trattando  tematiche        affatto moderne in un linguaggio che si vorrebbe morto e senza  letteratura        e che invece si dimostra vivo e, anzi, rinnovatore.  Chi scrive  non        sa leggere molto bene i versi (originali) nel dialetto, se non        confrontandoli con la tradizione in lingua, peraltro molto curata e         poetica essa stessa.  Ma questi tre (fra i moltissimi,  naturalmente)        &#8220;tagli&#8221; diversi nel leggere questi versi, sono facilmente  sperimentabili.</p>
<p>Davvero libri del        genere, fanno venir voglia di tornare al dialetto, rivisitarlo,  per dare        forza a una lingua italiana esausta e barbaramente maltrattata        dall&#8217;impoetico.</p>
<p><strong>Poesie da</strong> Tretìppe e martìdde</p>
<p>Me vaite        ind&#8217;a nu fìàure de carte</p>
<p>forte e coloròte.</p>
<p>Stoche chiandòte        ind&#8217;a la tìerre</p>
<p>&#8216;nanze a la tómbe        d&#8217;attaneme</p>
<p>ca se sté a pisciò        sòtte da rè resòte.</p>
<p>L&#8217;addemanne:        &#8220;peccè stè a réire?&#8221;</p>
<p>ed idde la spicce        subete.</p>
<p>Senza parlò        vogghje sdradecamme e scappò</p>
<p>ma m&#8217;arrecùorde ca        nan pùozze.</p>
<p>U terrene me mange        a picche a picche</p>
<p>la paghiure me        pigghje ma</p>
<p>pe        fertìune m&#8217;arrecùorde d&#8217;esse nu fìàure de carte</p>
<p>e nan&#8217; pozze        meréje.</p>
<p>Mò capisce rè        resòte d&#8217;attaneme.</p>
<p>*</p>
<p>Mi ritrovo in un        fiore di carta</p>
<p>forte e colorato.</p>
<p>Sono piantato        nella terra</p>
<p>davanti alla tomba        di mio padre</p>
<p>che si sta        scompisciando dalle risate.</p>
<p>Gli domando:        &#8220;perché ridi?&#8221;</p>
<p>e lui smette        immediatamente.</p>
<p>Senza parlare        vorrei sradicarmi e scappare</p>
<p>ma mi accorgo che        non posso.</p>
<p>Il terreno mi        ingoia a poco a poco</p>
<p>il terrore mi        assale ma</p>
<p>per fortuna        ricordo di essere un fiore di carta</p>
<p>e non posso        morire.</p>
<p>Ora capisco le        risate di mio padre.</p>
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		<item>
		<title>Astortango:nota di A. Giacometti su MusicaDomani</title>
		<link>http://www.vincenzomastropirro.it/astortangonota-di-a-giacometti-su-musicadomani/</link>
		<comments>http://www.vincenzomastropirro.it/astortangonota-di-a-giacometti-su-musicadomani/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 13 Jun 2010 22:15:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Astor [ovvero letture e improvvisazioni a ritmo di tango] Una composizione da premio Questo lavoro è stato scritto da Vincenzo Mastropirro, navigato ed eclettico docente di scuola media a indirizzo musicale, per una nutrita orchestra di preadolescenti, che può a ragione dirsi rappresentativa degli strumenti impartiti in quell’ordine di scuola: flauto, clarinetto, tromba, violino, violoncello, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table style="height: 22px;" width="726">
<tbody>
<tr>
<td width="100%">Astor [ovvero letture e improvvisazioni a ritmo di tango]</td>
<td width="100%" align="right"><a title="Stampa" onclick="window.open('http://www.musicadomani.it/home/index2.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=10665&amp;pop=1&amp;page=0&amp;Itemid=357','win2','status=no,toolbar=no,scrollbars=yes,titlebar=no,menubar=no,resizable=yes,width=640,height=480,directories=no,location=no');  return false;" href="http://www.musicadomani.it/home/index2.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=10665&amp;pop=1&amp;page=0&amp;Itemid=357" target="_blank"> </a></td>
<td width="100%" align="right"><a title="E-mail" onclick="window.open('http://www.musicadomani.it/home/index2.php?option=com_content&amp;task=emailform&amp;id=10665&amp;itemid=357','win2','status=no,toolbar=no,scrollbars=yes,titlebar=no,menubar=no,resizable=yes,width=400,height=250,directories=no,location=no');  return false;" href="http://www.musicadomani.it/home/index2.php?option=com_content&amp;task=emailform&amp;id=10665&amp;itemid=357" target="_blank"> </a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong>Una composizione da premio</strong><br />
Questo lavoro è stato scritto da Vincenzo  Mastropirro, navigato ed eclettico docente di scuola media a indirizzo  musicale, per una nutrita orchestra di preadolescenti, che può a ragione  dirsi rappresentativa degli strumenti impartiti in quell’ordine di  scuola: flauto, clarinetto, tromba, violino, violoncello, chitarra e  pianoforte, oltre a un nutrito gruppo di percussioni indeterminate,  realisticamente affidabili all’usuale pletora di pianisti disoccupati.<br />
L’organico è peraltro mobile e componibile, come l’autore e la scrittura  stessa suggeriscono, tanto che l’intensa esecuzione <em>live </em>dei  ragazzi della SMIM “Monterisi” di Bisceglie (BA), disponibile in video  su <em>YouTube</em>, non si avvale delle sezioni di clarinetti e  violoncelli, inserite invece nella partitura oggetto delle nostre  riflessioni.<br />
<em>Astor</em>, che già nel titolo tradisce l’omaggio al famoso  compositore argentino Piazzolla, ha vinto il primo premio come miglior  esecuzione e miglior composizione al “Primo Concorso Nazionale per  Scuole Medie a Indirizzo Musicale” di Todi, nel maggio 2009<sup>1</sup> .<br />
Chi ben comincia …</p>
<p><strong>Scrittura modulare e coinvolgimento motorio</strong><br />
A parte l’ovvia constatazione che si tratta di un brano strutturalmente  semplice, linguisticamente e stilisticamente riconoscibile e,  soprattutto, molto coinvolgente sul piano motorio (quindi molto  attraente per i ragazzi), alcune sue caratteristiche lo avvicinano a una  visione laboratoriale, non solo esecutiva, della musica d’insieme:<br />
a) alcune sezioni, in particolare quelle percussive, sono concepite come  moduli, potenzialmente aperti a operazioni di variazione e  improvvisazione;<br />
b) è prevista una <em>sezione</em> <em>aleatoria </em>pre-finale, nella  quale si possono inserire interventi improvvisativi che vanno anche  oltre quelli presenti in partitura; del resto, anche la progressiva  concitazione richiesta dal modulo delle bb. 39-40 (vedi pagina a fianco)  può realizzarsi più efficacemente con una sorta di “happening”  collettivo;<br />
c) alcuni profili melodici si prestano all’introduzione estemporanea di  ornamentazioni e brevi espansioni (ad esempio, le note lunghe di flauti,  clarinetti e violini);<br />
d) la presenza, nel gruppo, di uno o due chitarristi elettrici può  suggerire l’aggiunta di un’ulteriore sezione improvvisativa, da  assegnare a quel timbro sulla base dei suoni componenti gli accordi  scritti.</p>
<p><strong>Prepararsi al tango e andare oltre<br />
</strong>Nonostante il pattern ritmico complessivo caratterizzante la  popolare danza argentina possa connettersi più a una certa eccitazione  neuro-muscolare che a una costruzione mentale razionale e risulti perciò  facilmente memorizzabile da parte dei ragazzi, a prescindere dalla  lettura, la diffusa presenza di sincopi suggerisce l’avvio di attività  collaterali di rinforzo. Un breve laboratorio su strutture ritmiche  connesse col tango a vario livello (geografico, etnico, culturale)<sup>2</sup>,  oltre a costituire attività viva e divertente, potrà rivelarsi  estremamente utile, sia per rendere più sicura l’esecuzione, sia per  dare ai ragazzi quella padronanza motoria e mentale sulla quale poter  costruire anche semplici improvvisazioni che non snaturino il <em>groove </em>sincopato dell’originale e il suo specifico <em>sound</em>.<br />
Naturalmente, anche le improvvisazioni degli strumenti melodici vanno  convenientemente sostenute, assegnando ai ragazzi coinvolti delle  riserve sonore tonali o modali congrue rispetto alle sottostanti armonie  (in tal senso, l’improvvisazione “flamenco” della pianista nel  videodocumento è esemplare per fantasia e padronanza), fino a giungere a  una versione tutta improvvisata, che dell’originale di Mastropirro  conserva intatto solo lo sfondo ritmico e armonico. Ciò implica anche la  possibilità di riscrivere completamente il pezzo, adattandolo alle  esigenze tecniche di ragazzi al primo anno di studio strumentale,  operazione che senz’altro consigliamo: le difficoltà di un brano non ne  decretano l’interesse estetico e didattico, così come la sua estrema  semplificazione non ne vanifica per<br />
forza il senso. Un tango è sempre un tango. A meno di non cambiare danza  …<br />
<strong><br />
Perché “<em>Astor</em>” può far bene alla salute?</strong><br />
Quella musicale, s’intende. Perché suonare pezzi così coinvolgenti  rinforza l’affiatamento dei gruppi che già da qualche anno lavorano  insieme, ma aiuta anche l’insegnante a costruirlo con quelli nuovi. In  particolare, qui si presentano incastri ritmici, che richiedono un  costante ascolto reciproco, e interventi “a solo”, che permettono di  valorizzare le competenze differenziate dei singoli membri dell’insieme  mettendole a disposizione di tutti.<br />
Se poi l’insegnante saprà condurre la concertazione in modo da lasciare  sempre maggiori spazi all’autonomia del gruppo (direzione dall’interno  del gruppo anziché dal podio, prove a sezioni di volta in volta gestite  dagli stessi allievi), rinforzando con ascolti mirati la tenuta della  pulsazione e la fluidità dei pattern ritmici, arriverà il giorno  emozionante in cui potrà ballare il tango con la sua collega di scienze  motorie (rosa tra i denti compresa), accompagnato dai suoi ragazzi, che <em>Astor </em>se lo sapranno suonare benissimo e senza bisogno di lui!</p>
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		</item>
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		<title>poesia inedita</title>
		<link>http://www.vincenzomastropirro.it/poesia-inedita/</link>
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		<pubDate>Sat, 05 Jun 2010 23:21:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Scrèive museche d’avanguardije ca assemigghje a Romagna mia. U pentagramme me sckute ‘mbacce e re note me guardene sott’ucchje pe cume le fazze sckèife. “E’ nu tre-quarte” dèiche ma nan’ volene senò. Nan’ neghe ca l’oregenaltò è lendòne ma u pizze pìosce alla ‘ggìende però, forse è u vere, u pìzze nan’ è tanda ‘bbune [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scrèive museche d’avanguardije<br />
ca assemigghje a Romagna mia.</p>
<p>U pentagramme me sckute ‘mbacce<br />
e re note me guardene sott’ucchje<br />
pe cume le fazze sckèife.</p>
<p>“E’ nu tre-quarte” dèiche<br />
ma nan’ volene senò.</p>
<p>Nan’ neghe ca l’oregenaltò è lendòne<br />
ma u pizze pìosce alla ‘ggìende</p>
<p>però, forse è u vere, u pìzze nan’ è tanda ‘bbune<br />
e re note ònne rasciaune a sckutamme ‘mbacce</p>
<p>“…è nu ‘bbune pizze de mìerde…”</p>
<p>Recanuosce u errore.<br />
Me fìerme. Reflìette.<br />
Fazze nu respèire e cangèllaisce tutte.</p>
<p>Vaite merèje re note un’alla-vuolte<br />
sotte le colpe sechiure de la gùomme.</p>
<p><em>Scrivo musica d’avanguardia/ che somiglia a Romagna mia.//<br />
Il pentagramma mi sputa in faccia/ e le note mi guardano di sbieco/  per  quanto gli faccio schifo.//“E’un ritmo tre quarti” dico/ ma non c’è  verso di farle suonare.//<br />
Non nego che l’originalità è lontana/ ma il pezzo piace alla  gente.//però, forse è vero, il pezzo non è tanto buono/e le note hanno  ragione a sputarmi in faccia// “…è un gran bel pezzo di  merda…”.//Riconosco l’errore./ Mi fermo. Rifletto./ Faccio un respiro e  cancello tutto.// Vedo morire le note una alla volta/ sotto i colpi  sicuri della mia gomma.</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss></wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>ORCHESTRA MONTERISI BISCEGLIE al Parco della musica di Roma e al concorso Giordano di Foggia</title>
		<link>http://www.vincenzomastropirro.it/orchestra-monterisi-bisceglie-al-parco-della-musica-di-roma-e-al-concorso-giordano-di-foggia/</link>
		<comments>http://www.vincenzomastropirro.it/orchestra-monterisi-bisceglie-al-parco-della-musica-di-roma-e-al-concorso-giordano-di-foggia/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 16 May 2010 21:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;ORCHESTRA MONTERISI BISCEGLIE è formata da 100 ragazzi fantastici ed ha suonato il 13 maggio in maniera straordinaria al Parco della Musica di Roma (sala Sinopoli) alla V rassegna dell&#8217;AGIMUS. Poi il giorno dopo ha ottenuto il 1° PREMIO assoluto al II concorso U. Giordano di Foggia. Un abbraccio a tutti i ragazzi e ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #000000;">L&#8217;ORCHESTRA MONTERISI BISCEGLIE è formata da 100 ragazzi<br />
fantastici  ed ha suonato il 13 maggio in maniera straordinaria al<br />
Parco della  Musica di Roma (sala Sinopoli) alla V rassegna dell&#8217;AGIMUS.<br />
Poi il giorno dopo ha ottenuto il 1° PREMIO assoluto al II concorso U. Giordano di<br />
Foggia.  Un abbraccio a tutti i ragazzi e ai miei splendidi AMICI/colleghi&#8230;e  alla preside.</span></h3>
<h3><span style="color: #000000;">Musiche di G. Gershwin<a onmousedown="UntrustedLink.bootstrap($(this), &quot;8a406&quot;, event);" rel="nofollow" href="http://www.youtube.com/watch?v=M70beQFozTs" target="_blank"><span style="color: #000000;">, J Williams, V. Mastropirro</span><br />
</a></span></h3>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<h3><span style="color: #000000;">Rosa Minervini, Salvatore Barile, Mimmo Bruno, Mirella Sasso, Clelia Sguera, Gianni Ciliberti, Antonio Cucumazzo, Gaetano Simone</span></h3>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss></wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>Recensione di Pasquale Vitagliano su &#8220;La poesia e lo spirito&#8221;</title>
		<link>http://www.vincenzomastropirro.it/tretippe-e-martidde-questo-e-quest%e2%80%99altro-recensione-di-pasquale-vitagliano/</link>
		<comments>http://www.vincenzomastropirro.it/tretippe-e-martidde-questo-e-quest%e2%80%99altro-recensione-di-pasquale-vitagliano/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 02 May 2010 11:14:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.vincenzomastropirro.it/?p=467</guid>
		<description><![CDATA[Tretìppe e martìdde, questo e quest’altro Posted by lapoesiaelospirito on April 29, 2010 Vincenzo Mastropirro, Tretìppe e martìdde, questo e quest’altro, Giulio Perrone, LAB. di Pasquale Vitagliano Stoche a pizz’, proprie a pizz’/ cume re furme stròne fatte da mamme/ pronte pe d’esse mangiate/ da vocche tercìute/ cu’ le dinde malòte (Sono a pezzi, praticamente a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><a title="Permanent link to Tretìppe e martìdde, questo  e quest’altro" href="http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2010/04/29/tretippe-e-martidde-questo-e-quest%e2%80%99altro/">Tretìppe e martìdde, questo e quest’altro</a></h2>
<p>Posted by <a href="http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/">lapoesiaelospirito</a> on April 29, 2010</p>
<p><a href="http://lapoesiaelospirito.files.wordpress.com/2010/04/mastropirro.jpg"></a></p>
<p>Vincenzo Mastropirro, <em><strong>Tretìppe e martìdde, questo e quest’altro</strong></em>, Giulio Perrone, LAB.</p>
<p>di <strong>Pasquale Vitagliano</strong></p>
<p><em>Stoche a pizz’, proprie a pizz’/ cume re furme stròne fatte da mamme/ pronte pe d’esse mangiate/ da vocche tercìute/ cu’ le dinde malòte</em> (Sono a pezzi, praticamente a pezzi/ in forme strane scolpite da mia madre/ pronto per essere mangiato/ da fauci mostruose/ con denti cariati). La poesia dialettale di Vincenzo Mastropirro andrebbe ascoltata, e senza bisogno di traduzione. Se ne coglierebbe subito la prima qualità, l’essere tridimensionale, plastica, sonora, appunto. E’ dunque una poesia plurisensoriale, prima e al di là di ogni riflessione linguistica e semantica sull’uso del dialetto. Questo lo si sente subito per la sua forza di evocazione: suoni e immagini.<br />
<em>La pete de la poesèje/ sbatte contre ‘nu mure de plastiche/ e u ‘nzaperisce d’acqua corrìende (…)</em> (La pietra della poesia/ sbatte contro un muro di plastica/ e lo insapora d’acqua corrente). <em>Tretìppe e martìdde, </em>a partire dal titolo, che trae significato dal suo stesso suono battente<em>, </em>i versi liberamente – ma non a caso – costruiti, le frequenti cerniere tra una strofa e l’altra, a farne anche da contrappunto, possiedono la fissità visionaria di pietre erratiche staccate da una cattedrale romanica e sparse dentro una modernità smarrita, messa in attesa: “(…) Vi consigliamo di non riagganciare/ per non perdere la priorità acquisita”. <em>(…) Po’ nan ‘nge la fazze cchjue/ (…) e accummènze a parlò cume dich’eje </em>(Poi non ce la faccio più/ e comincio a parlare come dico io).<br />
<em>La vocche de ‘nu anemòle/ se storce tùotte e me fosce sckèife </em>(Le fauci di una belva/ fanno le boccacce e mi fanno schifo).<em> (…) So ber’ fatte? Sicce… Assemighje/ a ‘nu quadre de chire pettòre stròne,/ chire ca pìttene facce sterciòte./ Comungh’/ meghje sterciòte ca fàtue</em> (Sono bellissimo? Mah chissà… Somiglio/ a un quadro di quei pittori strani,/ quelli che dipingono facce mostruose./ Comunque/ meglio brutto che scemo). La poesia dialettale di Mastropirro possiede il medesimo spessore icastico delle maschere apotropaiche che continuano ad adornare ancora oggi muri e balconi della nostra Puglia petrosa. Queste non svolgono più la loro funzione di esorcizzare demoni e allontanare le energie negative; non separano più il mondo dei vivi da quello dei morti, anzi, ormai, riuniscono, riconducono la nostra liquida quotidianità dentro il seno denso della memoria e della tradizione, spesso più espressivo e dunque più vitale della nostra contemporaneità. Anche questa lingua “ruvese” riallaccia la vita alle sue fonti energetiche originarie, con ironia e commozione, lontano da intenti etnografici, immune da risvolti folkloristici.</p>
<p><em>Inde a la vèite, spisse/ s’è costrìette a fò chere ca nan’ se vole./ Cadèime sèmbe ‘ndìerre/ e n’acchiòme sotte a ‘na mundàgne/ d’umanetò inutele/ cume chera dèi/ quante m’acchjbbe ‘ngùdde/  re mone de ‘nu fandàsme/ e nan’ sapìbbe reagèje/ pe mancanze de chegghjune </em>(Nella vita, spesso,/ si è costretti a quello che non si vuole./ Cadiamo sempre a terra/ e ci troviamo sotto una montagna/ di umanità inutile/ come quel giorno/ quando mi trovai addosso/ le mani di un fantasma/ e non seppi reagire/ per mancanza di palle). Questo poesia produce nel lettore un originale effetto sincretico: il testo dialettale suona vivo e fresco come un esperanto, mentre la traduzione rivendica la forza del passato. Lo coglie molto bene Luigi Metropoli nell’introduzione, là dove, a conferma delle qualità mimetiche e metamorfiche del dialetto, parla di “miracolo della trasformazione dovuta alla natura ancipite di questa lingua-non-lingua, a metà strada tra la parlata e il gesto, tra il pensiero e le cose, intimamente legata ad un’epoca remota, eppure tangibile, di carne”.<br />
<em>Tra niue/ nan ‘ngè stòte me ‘nu momènde aggarbòte./ (…) U cervìdde s’ammasse/ e criesce cume la paste de le panzerùtte./ (…) Ogne panzerùotte è agnìute de veretò/ mozzarèlle e veretò./ Mègghie mangiò/ ‘nzime au agnìute mezzicuòme velène</em> (Tra noi/ non c’è stata mai chiarezza/ (…) Il cervello si ammassa/ e cresce come la pasta dei panzarotti/ (…) Ogni panzarotto contiene verità/ mozzarella e verità./ Meglio mangiare/ con il ripieno mastichiamo veleno). La lingua di Mastropirro – lo chiarisce Francesco Marotta, associando l’autore ad Albino Pierro, nella sua nota critica al testo – finisce per essere insieme corporea e metafisica, crea un “senza-luogo” archetipo, illumina il passato e lo re-inventa “con la sua stessa assenza”, coma una “lingua-madre, arcaica eppure “bambina”, rendendolo esemplare.<br />
<em>(…) La vite de ‘na fiemene/ è sèmbe ‘bbone/ senza besùgne d’iegne/ arede e inutile carte bollòte</em> (La vita di una donna/ e ben spesa sempre/ senza bisogno di riempire/ aride ed inutili carte bollate).</p>
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		<title>Omaggio ad Alda Merini Teatro Comunale di Ruvo di Puglia domenica 2 maggio ore 20.30</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 20:23:36 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.vincenzomastropirro.it/wp-content/uploads/2010/04/manifesto_Alda_Merini_Ruvo1.jpg"><img class="size-medium wp-image-462   aligncenter" title="Omaggio ad Alda Merini Teatro Comunale Ruvo di Puglia" src="http://www.vincenzomastropirro.it/wp-content/uploads/2010/04/manifesto_Alda_Merini_Ruvo1-214x300.jpg" alt="" width="214" height="300" /></a></p>
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		<title>Premio Turoldo 2009 &#8211; 8° edizione &#8220;Graduatoria finale&#8221;</title>
		<link>http://www.vincenzomastropirro.it/premio-turoldo-2009-8%c2%b0-edizione-graduatoria-finale/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 22:08:22 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[La giuria del Premio Turoldo ha così composto la graduatoria finale: 1° posto Fabio Franzin 2° posto Arnold de Vos 3° posto Stefano Massari, Vincenzo Mastropirro, Alfredo Panetta, Daniela Raimondi,Valeria Serofilli. 4° posto Sebastiano Aglieco, Roberto Cogo, Renzo Favaron, Maria Pia Quintavalla Premio ai minori di anni 25: Anna Ruotolo Menzioni speciali e segnalati, come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>La giuria del Premio Turoldo ha così composto la graduatoria finale:</h4>
<ul>
<li>1° posto      Fabio Franzin</li>
<li>2° posto      Arnold de Vos</li>
<li>3° posto      Stefano Massari, <strong>Vincenzo Mastropirro</strong>, Alfredo Panetta, Daniela Raimondi,Valeria Serofilli.</li>
<li>4° posto      Sebastiano Aglieco, Roberto Cogo, Renzo Favaron, Maria Pia Quintavalla</li>
</ul>
<p>Premio ai minori di anni 25:  Anna Ruotolo</p>
<p><strong>Menzioni speciali e segnalati, come da selezione.</strong></p>
<p>Le mie poesie in gara cliccando <a href="http://www.poiein.it/premi_letterari/Turoldo2009/mastropirro.htm" target="_blank">qui</a>.<strong><br />
</strong></p>
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		<title>Omaggio a De André</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 21:59:17 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.vincenzomastropirro.it/wp-content/uploads/2010/02/MANIFESTO-La-collina-21.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-421" title="MANIFESTO La collina 2" src="http://www.vincenzomastropirro.it/wp-content/uploads/2010/02/MANIFESTO-La-collina-21-214x300.jpg" alt="" width="214" height="300" /></a></p>
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		<title>Concorso di Composizione Jacopone da Todi 9 maggio &#8217;09</title>
		<link>http://www.vincenzomastropirro.it/concorso-di-composizione-jacopone-da-todi-9-maggio-09/</link>
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		<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 22:45:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Concorso di Composizione Jacopone da Todi 9 maggio &#8217;09 Nuove Musiche per la Scuola prima edizione &#8211; Pubblicazione Edizioni Anteo Perugia Composizioni originali per orchestra Primo premio Vincenzo Mastropirro con ASTORTANGO Secondo premio Franco Giuffida con SUITE Terzo premio Mauro Di Renzi con END TITLES]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Concorso di Composizione Jacopone da Todi 9 maggio &#8217;09</strong></p>
<p>Nuove Musiche per la Scuola prima edizione &#8211; Pubblicazione Edizioni Anteo Perugia<br />
Composizioni originali per orchestra</p>
<p><strong>Primo premio Vincenzo Mastropirro con ASTORTANGO</strong><br />
Secondo premio Franco Giuffida con SUITE<br />
Terzo premio Mauro Di Renzi con END TITLES</p>
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