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Shemà (Ascolta!)

La parola e la memoria nella Shoà

dai testi di

Anna Frank e Primo Levi

Interpreti

  • Francesco Tammacco
  • Matilde Bonaccia
  • Rosa Tarantino

Voce/chitarra

  • Pantaleo Annese
  • Musica dal vivo a cura del TRIO
  • Vincenzo Mastropirro flauto
  • Gianluigi Caldarola clarinetto
  • Giuseppe Volpe fisarmonica

Regia

  • Francesco Tammacco

La storia dell’umanità sembra insegnarci con presagi di speranza la via della salvezza.

Perché l’uomo ami suo fratello, come diceva don Tonino Bello, dobbiamo trasformare le acuminate lance in vomeri inermi, in stille di gioia amorosa.

Non è facile portare sul palcoscenico le amare e terribili testimonianze di Anna Frank, Primo Levi, ed altri testimoni indimenticabili del martirio della Shoah; ricordi indelebili fissati negli occhi che hanno bruciato lacrime in preghiere d’indulgenza e di pietà.

Non è semplice restituire ai ricordi il balsamo profumato di un’estetica artistica che si muova intorno al dolore di una pustola ancora aperta, sanguinante.

Pensiamo però che il teatro, la musica, l’arte in generale, in questo momento critico storico, debbano “servire” l’uomo perché si migliori in ogni azione, dalla più piccola a quella più eclatante.

Narrare, lo sappiamo, significa rievocare, riesumare, educare.

In questo viaggio, che prende spunto da una poesia di Primo Levi, “SHEMA’ – ad ora incerta” appunto, vogliamo riabbracciare i lembi delle vesti immacolate di quei milioni e milioni di ebrei perseguitati che, nella follia del genocidio, hanno perduto innocentemente la vita.

E lo facciamo con la musica, linguaggio in questo caso del dolore universale e con la poesia, forza eternizzatrice dell’animo umano.

Qui, la POESIA diventa riparo dell’umanità e ci ricorda che non c’è dolore che non possa incontrare consolazione.

In questo percorso drammatico, gli attori riportano alla luce,con l’uso solo della parola, i ricordi dei perseguitati durante le leggi di persecuzione razziale poste in essere da Hitler e praticate dai suoi caporali, maggiori e luogotenenti.
Francesco Tammacco

Bar Florida

  • Monologo Pino Casolaro
  • Testo Vittorino Curci
  • Musiche originali Vincenzo Mastropirro
  • Regia Pino Casolaro

Mastropirro 5tet

  • Vincenzo Mastropirro flauti
  • Aldo Bucci tromba/flicorno
  • Giuseppe Volpe fisarmonica
  • Francesco Cinquepalmi contrabbasso
  • Antonio Dambrosio percussioni

I testi sono del poeta Vittorino Curci con musiche originali di Vincenzo Mastropirro l’adattamento teatrale è stato curato da Pino Casolaro, che firma anche, con Massimo Montagano, la regia dello spettacolo.

In scena i musicisti Vincenzo Mastropirro (flauti) Aldo Bucci (tromba/flicorno), Giuseppe Volpe (fisarmonica), Francesco Cinquepalmi (contrabbasso), Antonio Dambrosio (percussioni), – e tre personaggi: l’ARTISTA, l’UOMO DEL NORD e il MECCANICO – interpretati da Pino Casolaro – si muovono tra scenografie “sospese” e spazi che non sono solo del palcoscenico, dando vita ad un “racconto” in cui chi narra è anche narrato. E’ l’Artista a parlare: “Io, intanto, mi lascio andare. Nessuno ci fa caso. È solo un momento. Di due bambini che si raccontano canzoni. Di un marito che accontenta la moglie. Di una figlia che ritorna a casa. Di tre versi che sono dimore / su una striscia / di mare.”.

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