Progetti » Trio Giuliani

Concerto musica classica

Vincenzo Mastropirro (Flauto) - Giambattista Ciliberti (Clarinetto) - Antonino Maddonni (Chitarra)

  • Vincenzo Mastropirro – Flauto
  • Giambattista Ciliberti – Clarinetto
  • Antonino Maddonni – Chitarra

Repertorio

musiche dal ‘800 fino alla musica contemporanea

Joseph Kreutzer – Rossini-Carulli – Franz Schubert – Francesco Molino – Wenzanslaus Matiegka – Andor Kovack – Manuel de Falla – Mario Castelnuovo Tedesco – Frank Campo – Antonio Giacometti – Beatrice Campodonico – Francesco De Santis – Vincenzo Mastropirro – Antonino Maddonni – Bruno Dozza – Raffaele Minella – Mauro Montalbetti – George Gershwin – Thelonious Monk e altri autori

Contamin/Azioni….tra musica e pittura

Vincenzo Mastropirro - Paolo Sciancalepore - Antonino Maddonni - Giambattista Ciliberti

Musiche di Vincenzo Mastropirro e Antonino Maddonni

TRIO GIULIANI

  • Vincenzo Mastropirro – flauti
  • Giambattista Ciliberti – clarinetti
  • Antonino Maddonni – chitarra, computer

PAOLO SCIANCALEPORE

Al termine del Concerto il pannello pittorico realizzato da Paolo Sciancalepore verrà suddiviso in 100 parti, donate al pubblico in sala.

Musica da sentire, musica da vedere

Questo lavoro del Trio Giuliani e Paolo Sciancalepore come il titolo stesso suggerisce, intraprende la strada contaminativa fra musica e pittura volendone rimarcare gli aspetti attivo – partecipativi delle parti in gioco.
Sulla scena agisce un pittore, impegnato in un lavoro estemporaneo che è rivisitazione “mediterranea” della performing art pollockiana, e agiscono i musicisti, i cui interventi fondono e confondono, in un variegato gioco dinamico, l’esecuzione tradizionale e la libera improvvisazione.
Tutto in movimento, dunque. La musica, arte temporale per eccellenza, stimola la pittura (spaziale) a disvelarsi, anzichè mostrarsi, ad accogliere la sfida dei cambiamenti ritmici, delle accelerazioni, dei rallentamenti, delle stasi contemplative, mentre l’architettura formale scandita dalla Suite di quindici pezzi si plasma sui gesti-segno dell’artista e coincide con il tempo di realizzazione del quadro.
I due media sembrano collaborare, in sintonia, ad un unico affascinante progetto espressivo: comunicare allo spettatore/ascoltatore un’idea di mare che, per il fatto stesso di collocarsi in un contesto plurisensoriale, non potrà mai concretarsi in immagine oggettiva, perchè il quadro di Sciancalepore (già di per sé ben lungi dalla stereotipia iconografica) non è percepibile come oggetto, ma solo come risultato di un processo durante il quale il suono ha contaminato tratti e colori, arricchendoli di sfumature e di ambiguità.
In tal senso, l’omaggio finale dell”artista, che divide la tela in tasselli da distribuire agli spettatori, intervenuti, trascende il significato ovvio dell’autopromozione per assumerne uno, per dirla alla Barthes, “ottuso”, quello metonimico della conchiglia offerta al bambino per ‘sentire’ (vedere, annusare, gustare, toccare) il mare.
Quel pezzo di mare non sarà mai lo stesso e, col trascorrere del tempo, finirà forse col diventare altro.

Antonio Giacometti

In memoria di Pier Paolo Pasolini

Concerto per voci e strumenti

Musiche di

  • Antonino Giacometti
  • Mauro Montalbetti

Testo

  • Giovanni Peli

Trio Mauro Giuliani

  • Vincenzo Mastropirro flauti
  • Giambattista Ciliberti clarinetti, tenor sax
  • Antonino Maddonni chitarra

Voci:

  • Daniela Stanga
  • Lorenzo Ricci

I luoghi e la memoria: oltre lo spazio e il tempo.
di Antonio Giacometti

Riferendosi alla figura di Pasolini regista, la modalità costruttiva del lavoro ricalca essenzialmente quella di un montaggio cinematografico, il cui girato filmico è però sostituito dagli stralci di testo, elaborati dalle voci al confine tra parola e canto, mentre la colonna sonora viene applicata secondo i criteri pasoliniani della orizzontalità (linearità) e della verticalità (profondità). In tal modo, la musica può ricoprire il doppio ruolo di sfondo alle singole scene della narrazione implicita, commentandone il contenuto emozionale in forma spesso “madrigalistica”, e di percorso autonomo, che su quella narrazione costruisce la sua forma/struttura e i suoi significati. Ecco allora come i temi del sogno e della memoria, che rimandano alla coesistenza di luoghi inconciliabili e di tempi lontani, inducano al polistilismo e al multilinguismo, ma, soprattutto, all’accostamento volutamente drammatico di situazioni sonore contrastanti, sbalzate dal vissuto artistico, politico e culturale di quegli anni e proiettate nel presente a schegge e a frammenti. Gli anni della vita di Pasolini rivivono nell’aspetto ‘congelato’ delle citazioni colte (il Coro finale della Passione secondo Matteo e il “Siciliano” della Seconda Sonata per violino di J. S. Bach) o in quello tecnologicamente straniante delle loro manipolazioni elettroacustiche, ed emergono dalla polvere di documenti sonori, remoti nel tempo e accostati a forza per postularne la drammatica attualità (Portella delle ginestre, Piazza Loggia), oppure ridotti a mero “materiale” fonetico da elaborare in grido disperato ed ancestrale (la “signora Lollobrigida”, che scoprì casualmente il cadavere dello scrittore). Sullo sfondo e d’intorno, come satelliti imprevedibili nel loro muoversi asimmetrico, le alterne tensioni di uno spettro acustico, che si espande e si contrae, respirando insieme al testo e sublimandosi alla fine in avvolgente canto armonico, i versi artificiali delle fiere dantesche, i riferimenti obliqui agli Appunti per un’Orestiade africana, nella forma del riferimento etnico e della libera improvvisazione “alla Gato Barbieri”. Un viaggio musicale tormentato, spesso ambiguo e violento, che si conclude, simbolicamente, con un’epigrafe per clarinetto solo: pochi suoni, a girano su se stessi verso l’abisso del silenzio. Riflessione o oblio. All’ascoltatore la scelta.

“ ‘Na voce antica …”

Viaggio nella melodia napoletana dal ‘600 al ‘900
Il recital intitolato “ ‘Na voce antica …” è un viaggio retrospettivo che parte dalle origini della musica popolare napoletana del ‘600 e giunge alle grandi melodie del ‘900, mettendo in luce anche melodie poco frequentate e composizioni nuove.
Dalle canzoni popolari del ‘600 alla Danza di Rossini e alle bellissime melodie su versi di D’annunzio, Di Giacomo e altri grandi poeti del ‘900 attraverso la penna di grandi autori della musica classica. Le canzoni napoletane sono state revisionate e rielaborate in maniera nuova ed originale in veste cameristica.

Arrangiamenti e musiche originali di Antonino Maddonni

Trio Mauro Giuliani

  • Marilena Gaudio – Soprano
  • Vincenzo Mastropirro – Flauto
  • Giambattista Ciliberti – Clarinetto
  • Antonino Maddonni – Chitarra

Le Progres Egjptien (Cairo)
“…….Le talent de ces trois musiciens…… est immense et leur imagination est des plius féecondes……” Amal Choucri Catta

Il Trio Giuliani nasce nel 1987 a Bari come formazione insolita nell’ambito classico dall’incontro di tre musicisti che hanno maturato esperienze che spaziano dal repertorio classico del ‘700 ‘800 a quello contemporaneo, dallo sperimentalismo multimediale all’improvvisazione. Nel campo della multimedialità ha fatto esperienze di Teatro musicale da camera e performance legate alla pittura, alla danza, all’immagine, alla poesia . Il Trio svolge attività concertistica in Italia e all’estero per importanti istituzioni musicali: Teatro Massimo (PA), Teatro Giordano (FG), Teatro Ventidio Basso (AP), Teatro Kismet OperA (BA), Auditorium Nacional de Madrid, India International Centre (New Delhi), National Center of Performing Arts (Bombay), Complexe Culturelle de Sidi Belyout (Casablanca), Palaies des Istitutiones Italiennes (Tangeri), Théatre Charles Dullin (Chambéry),…Atene, Malta, Il Cairo, Rabat… Ha al suo attivo sei incisioni discografiche su CD per le case Fonit-Cetra, Bongiovanni, Rugginenti, Phoenix Classics, Warner Fonit, Terre Sommerse e varie registrazioni radiofoniche trasmesse da RAI, Radio Nazionale Spagnola, Radio Malta, Radio Vaticana, Radio Europa International, Radio Medi One ed altre emittenti radiotelevisive di stato italiane ed estere. Numerose opere sono state composte e dedicate al Trio da autori italiani e stranieri.

“Cari amici del Trio “M. Giuliani” vi ringrazio per la forte ed intensa emozione che mi avete dato ieri sera con la vostra interpretazione. Bel suono, intensità di espressione, insieme di intenti e ricca fantasia di sonorità. Vi auguro di avere tutto il bene che meritate.

Barletta,10/06/1994 Carlo Maria Giulini

“Il Trio “M. Giuliani” merita di essere annoverato tra i gruppi italiani di eccellente livello strumentale e di rara perfezione esecutiva alla quale somma un alto concetto del suono di insieme, sempre cristallino. Arte musicale è la migliore definizione che si possa dare di ogni sua interpretazione.

Milano, 18/11/1993 Giorgio Gaslini

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