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Pubblicato il domenica 14 giugno 2015

Trerippe e martidde 2.0 copertina

Nota dell’autore

Questa raccolta di poesie composte nel biennio 2007/2008 è stata pubblicata da PerroneLab editore di Roma nel 2009, si tratta della prima silloge che ho scritto nella “mia lingua”: il dialetto di Ruvo di Puglia in provincia di Bari.

Ho scelto di riproporre gran parte di Tretippe e Martidde con la voglia di portarmi dietro quanta più roba mi sia possibile: il sapore delle nolche, il rumore delle mandorle orfane che diventano ricordi, gusti e tradizioni pronti per essere trasformati in poesia onirica, a tratti surreale con un linguaggio penetrante e tagliente.

Così è stato per questa raccolta, a cui sono molto legato, perché imbevuta di mia madre, delle sue radici e di tutto quello che è riuscita a donarmi attraverso il testimone della vita. Per questo scritta come lei parla, una metafora moderna che mi ha forgiato, facendomi capire la crudeltà e la ferocia della vita e del mondo circostante. A lei dunque dedico anche questa ripubblicazione con l’edizione SECOP di Corato (Ba), dopo aver rivisitato con un occhio più attento tutte le poesie, inserendo alcuni titoli, trattando meglio gli accenti, cercando più musicalità in alcuni versi.

Ho ampliato questo lavoro con la sezione Poesie altre, edite in varie antologie tematiche pubblicate da alcuni editori italiani. Il titolo che ho scelto Tretippe e Martidde 2.0, ribadisce una sorta di continuità verso un infinito matematico che non farà mai morire nè versi, nè parole.

 

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