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Pubblicato il sabato 15 Febbraio 2014

 

 Poesia sparse e sparpagghiote - Poesia sparsa e sparpagliata CFR edizioni - Sondrio 2013

Poesia sparse e sparpagghiote – Poesia sparsa e sparpagliata CFR edizioni – Sondrio 2013

Vincenzo Mastropirro si conferma, con  questa pubblicazione, una delle  migliori voci dialettali del nostro meridione. Poeta dal carattere raffinato e insieme brusco, che incarna l’anima della saggezza contadina ma con lo sguardo straordinariamente aperto al resto del mondo, dove lo portano i suoi interessi e la sua musica. Poesia sparsa e sparpagliata è una miscellanea di tematiche (liriche, civili, elegiache, satiriche) e di spunti diversi perché ogni poesia, per Mastropirro, è concepita per se stessa, come opera a se stante, come un brano di musica. Anche nella poesia come nella musica infatti, Mastropirro mostra un’indole curiosa e un’attenzione per le gli aspetti particolari della vita, le stranezze, i fatti inusuali, le situazioni curiose (felici o dolorose). La sua ispirazione non è dunque “popolare” nel significato decaduto del termine,  ma dotta,  alta, in colloquio con la poesia più aperta e impegnata del nostro tempo.

Come in quasi tutte le sue opere, egli usa il dialetto di una piccola zona delle Puglie, la lingua materna del luogo dove è nato (Ruvo di Puglia), luogo di vigneti,  di agricoltura, di dedizione alla terra.

La pubblicazione è presentata da un’acuta prefazione di Nicola Pice  che ben introducono alla lettura di questi brevi ma straordinariamente vivi quadri poetici del nostro autore e chiosata da una nota di lettura di Anna Maria Curci.

Quanne stonne cchiù comandande ca truppe

vole a dèisce ca chèssa sociétò è malote.

Congédòme tutte le comandande

e lassome libere re truppe. Lassatene libere.

Quando ci sono più comandanti che truppe/ vuol dire che questa società è malata.// Congediamo tutti i comandanti/ e lasciamo libere le truppe. Lasciateci liberi.

 

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