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Pubblicato il giovedì 01 Agosto 2013

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Una bella storia

 Voglio raccontarvi una storia, una bella storia senza nessun inganno.

 Nel 1993, in un tardo pomeriggio di novembre, Pino Minafra convocò a casa sua un gruppo di musicisti (tra cui il sottoscritto) a cui illustrò, con la sua proverbiale passione che il suono de LA BANDA andava sempre più scomparendo pur rimanendo vivo nelle feste patronali estive del sud Italia e ci chiese di prendere coraggio progettando di incidere il suono originale che la Banda offre durante la Settimana Santa, un suono unico al mondo e assolutamente inimitabile: le famose Marce Funebri dei maestri Amenduni di Ruvo. Nacque cosi un gruppo di 40 musicisti che cominciò ad amalgamarsi in diverse anime sensibili verso la cultura della musica, di questa musica per BANDA con in testa il “nostro” condottiero che evidentemente ebbe una illuminazione vera. Cosi, vide la luce il CD Passione e Morte (Suoni della Settimana Santa a Ruvo di Puglia) che suscitò grande apprezzamento e curiosità artistica, non verso amministratori e menti politiche illuminate del nostro paese, non verso finissimi intellettuali e direttori artistici delle varie manifestazioni più o meno importanti del Paese ma, verso intellettuali e manager tedeschi. Da lì, prese il via un’avventura  incredibile che ha visto La Banda suonare la tradizione di Verdi, Bellini, Rossini, Puccini ecc. ma anche nuove pagine scritte apposta per noi da musicisti jazz e della scena musicale contemporanea come W. Breuker, B. Tommaso, J.L. Matinier, M. Godard, Pino e Livio Minafra e altri ancora a testimonianza che quest’organico è vivo, che ha una forza dirompente e che può calcare teatri importanti al pari di formazioni più blasonate come l’Orchestra Sinfonica. Ed ecco che decine tra i più importanti teatri di città prestigiose europee ci aprono le porte e ci accolgono senza remore: Donaueschingen, Saafelden, Parigi, Londra, Muntser, Monaco, Lille, Le Mans, Graz per citarne alcune.  

Quest’anno, “Pino Minafra e La Banda di Ruvo” compie vent’anni e, dopo tutto questo tempo i 40 musicisti hanno intensificato il loro credo verso questo progetto diventando un “gruppo” fatto di amicizia, passione e professionalità.

Nel ventennale, “Pino Minafra e La Banda di Ruvo” ha suonato in luoghi prestigiosi come la Berlino Filarmonia, il Parco della Musica di Roma,  il Ravenna Festival, il Toulouse Festival e c’è ancora qualcosa d’importante per fine anno, dimostrando che l’intuizione del nostro leader Pino Minafra era giusta. La Banda è cuore pulsante e autentico che incrocia dieci, cento, mille cuori che attendono linfa vitale, fiato del fiato che diventa suono, un suono che non delude mai, perché la banda è anima che pulsa e fa esplodere le vene. Non c’è nessun ammiccamento, nessun inganno quando dieci, cento, mille mani applaudono e osannano non la perfezione del grande interprete, non l’ennesima star internazionale del circuito dello star-system mondiale, non in nuovo Mozart/Allevi che dice che Beethoven non aveva ritmo o vari sproloqui del genere, ma il suono “sporco” di terra, il suono che penetra nella pancia, il suono che ti stritola dopo il passaggio di un caterpillar. Ecco una storia sincera, vera, originale come il mistero della nascita che dopo il primo vagito ti costringe a combattere per sempre. La Banda, “Pino Minafra e la Banda di Ruvo” combatte e vince battaglie, battaglie perse da tanti che vogliono far arenare il soffio, il nostro soffio, l’alito vitale del nostro Sud che fa volare il mondo come una bolla di sapone. Soffiamo sempre quindi, piano piano e poi più forte e facciamo in modo che chi deve accorgersi di questo grande fenomeno culturale ci metta tutta la buona volontà affinché la bolla non scoppi mai. Facciamo in modo che istituzioni e addetti ai lavori mettano in moto un processo di attenzione a fenomeni di questo tipo perché le energie di Pino e Co, col tempo diminuiscono e la buona volontà non basta a far volare il mondo. L’utopia è una bella favola ma ora, dopo vent’anni di attività meritiamo concretezza istituzionale.

Vincenzo Mastropirro

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